“L’intuizionismo nella filosofia romena: l’esperienzialismo mistico di Nae Ionescu” – Igor TAVILLA

Orizzonti Culturali Italo-Romeni, n. 10, ottobre 2021, anno XI

Il trăirism

Nae Ionescu viene considerato l’iniziatore e il principale esponente del trăirism, una corrente di pensiero, affermatasi in Romania tra le due guerre mondiali, nella quale confluiscono alcuni esiti della filosofia occidentale contemporanea, tra cui la fenomenologia di Husserl, il vitalismo nietzscheano, la Lebensphilosophie diltheyana (a partire dal concetto di Erleibnis, di cui il romeno trăire è l’equivalente), l’esistenzialismo e la filosofia dei valori di Max Scheler, dando però forma a una sintesi originale, caratterizzata da una forte connotazione mistico-religiosa [2]. L’importanza storica del trăirism risiede soprattutto nell’aver aperto le aule dell’università di Bucarest allo «spirito del tempo», svecchiando il panorama accademico romeno, ancora legato a filosofie, quella neo-kantiana e positivista, in voga dalla fine del secolo precedente e la cui egemonia cominciava allora a essere messa in discussione [3].
La tesi di fondo dell’esperienzialismo ioneschiano – tesi che fa la sua comparsa fin dalla prolusione inaugurale su La funzione epistemologica dell’amore (1919), e a cui il filosofo si mantenne fedele per tutta la durata del suo mandato di docenza (nell’ambito dei corsi di logica, di teoria della conoscenza, di metafisica e filosofia della religione) – è che la filosofia sia un atto vitale, che nasce da un’esigenza interiore, da un’inquietudine connaturata alla condizione umana. Ionescu parla di una rottura di equilibrio tra io e mondo esterno, di una lotta permanente in cui il soggetto cerca di pervenire a una visione d’insieme dell’universo, a una comprensione totale e armonica dell’esistenza. Nei primi anni Trenta, la soluzione di tale conflitto sembra imporre un’evasione dall’esistenza sensibile e contingente verso un’altra dimensione: il mondo delle essenze, delle forme, del generale. Il filosofo romeno ritiene che il passaggio dal dominio dell’attuale a quello del virtuale avvenga innanzitutto in forza del principio di causalità metafisica, per il quale tutto ciò che esiste è un simbolo del principio a cui deve la propria esistenza giacché tra causa ed effetto esiste una relazione organica come tra padre e figlio o tra l’artefice e la propria opera… [+]

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